di Elisabetta Berti . La Repubblica Firenze del 10 ottobre 2026

C’è il giardino di Villa Gamberaia sulle colline di Settignano con il suo celebre parterre d’eau ammirato per generazioni da intellettuali ed espatriati stranieri a Firenze. E c’è il parco della Villa di Celle a Pistoia, con i suoi venti ettari romantici e il museo a cielo aperto di land art. Poi Villa Le Corti nel Chianti, circondata di rose odorifere e vista sui poderi vinicoli, oppure la maestosità della Villa medicea di Careggi e l’eleganza di Villa La Quiete, dove le ragnaie storiche sono appena state ricostituite. Questo mosaico verde di parchi e giardini storici compreso tra i territori di Firenze, Pistoia e Prato, vive una stagione di rinascita grazie alla campagna di restauri finanziata dall’Unione europea attraverso il Pnrr, con 18 milioni di euro destinati a dodici giardini monumentali, nell’ambito di un piano nazionale da 190 milioni. Gli ultimi interventi si stanno concludendo in questi mesi. Come a Fucecchio, nel Parco Corsini, dove si è intervenuti per il recupero del giardino storico nella parte alta con la realizzazione di nuova illuminazione e accessibilità, e alla Villa del Palco a Prato, già convento frascescano, dove sono stati restaurati due ettari di parco con il giardino all’italiana, il frutteto, il belvedere, e sono stati creati un nuovo accesso, un orto bio-attivo aperto a percorsi didattici per le scuole e un biolago di fito-depurazione. E ancora grotte, fontane, ninfei, teatri di verzure, labirinti e arredi lapidei, progettati in origine come teatro dell’otium o sede di cenacoli filosofici umanistici, e oggi aree vive, capaci di rispondere alle sfide ambientali di questo tempo.
Oltre al recupero estetico infatti, la vera cifra di questa stagione di interventi sta nell’impatto ecologico, come spiega la soprintendente Antonella Ranaldi che ha seguito i lavori.
«Non dobbiamo considerare i giardini storici soltanto come testimonianze del passato o fondali monumentali. Rigenerare questi spazi significa riattivare polmoni ecologici capaci di abbattere le emissioni di anidride carbonica e l’inquinamento, regolare i microclimi locali, generare ossigeno e tutelare la biodiversità vegetale e animale».
Un beneficio ecologico che va di pari passo con una visione sociale e turistica. Grazie alle convenzioni decennali stipulate tra la Soprintendenza e i proprietari dei giardini coinvolti, sia pubblici che privati, la concessione dei fondi europei è stata vincolata all’apertura continuativa al pubblico. Una svolta per alcuni di questi luoghi che prima degli interventi non erano accessibili al pubblico se non in via eccezionale. È questo il caso del già citato giardino di Villa La Quiete, con le sue fitte architetture vegetali di lecci, sagomate geometricamente a formare delle alte spalliere che un
tempo servivano per la cattura dei volatili. Collaudato questa primavera, dal 2025 è aperto al pubblico il sabato e la domenica in certi periodi dell’anno, senza prenotazione.
Così anche per per i giardini storici seicenteschi della Fattoria di Celle a Pistoia, per la prima volta aperti al pubblico, e la Villa Guicciardini Corsi Salviati a Sesto Fiorentino dove si è tenuto il recupero filologico del labirinto e dei mosaici in acciottolato, e che grazie al Pnrr ha migliorato la fruibilità pubblica introducendo nuovi servizi per i visitatori, come il centro di accoglienza, i panelli informativi, un percorso sensoriale, aula e orto didattici. O ancora Villa del Palco a Prato, di proprietà della Diocesi di Prato, che da settembre è aperta in modo regolare e non più solo occasionalmente, ritrovando la sua vocazione di spazio di accoglienza, contemplazione e relazione.
«La vera sfida vinta sta nell’aver trasformato il ristorante in un’opportunità di fruizione collettiva», spiega Ranaldi. «Creando una rete attiva con le associazioni, questi giardini diventano una risposta all’overtourism che soffoca Firenze. Offrono al visitatorre un turismo lento, diffuso e sostenibile, capace di distribuire i flussi tra il Chianti, la Piana e il Mugello».
Nella campagna di restauro è rientrata anche Villa Garzoni a Pescia dove sono stati spesi 2 milioni di euro per il recupero del parco tardo barocco che si stende ai piedi del borgo. Sono stati ripristinati i giochi d’acqua e la scalinata barocca, ma si è affrontato anche il tema dell’accessibilità, con la creazione di un percorso alternativo meno ripido di quello della scalinata, poco sicura e non adatta ad essere percorsa. Altri due milioni sono andati al vicino Parco di Pinocchio a Collodi dove l’opera paesaggistica di Pietro Porcinai è stata rigenerata integrando siepi e alberature, accanto al restauro delle sculture di Pietro Consagra e del celebre Grande pescecane di Marco Zanuso. E’ stata anche introdotta nel parco per permettere l’apertura e le visite notturne. Infine a Quarrata, il parco di Villa La Magia è stato interessato da due anni di lavori che hanno visto, tra gli altri interventi, la reintroduzione di specie storiche come agrumi, rose e antiche piante da frutto tipiche della tradizione medicea.
Scopri di più da ADSI Toscana news
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.