Un castello fabbricato alla moderna…

Castello Malaspina di Terrarossa.JPG

“Attaccato alla terra di Terrarossa, che è sulla strada maestra Romana, vi è un castello fabbricato alla moderna con quattro baluardetti et stanze comode per abitare, ancorché non sia finito del tutto. Innanzi a detto castello v’è una piazza grande con giardino, vigne e praterie; attaccato a esso Castello et terra di Terrarossa v’è l’hosteria…”.

In un documento del 1617 si descrive, con dovizia di particolari, il poderoso castello di Terrarossa, uno fra i numerosi manieri dei Malaspina, potente famiglia feudale che fin dall’Alto Medioevo ebbe giurisdizione e controllo sull’intero territorio lunigianese. Castello sorto nel XVI secolo per volontà del primo marchese di Terrarossa, Fabrizio Malaspina.

Il castello a cui l’ottimo cronista si riferisce è una versione appunto ‘alla moderna’, un esempio di come fra Cinque e Seicento s’intendevano i grandi edifici fortificati e cioè secondo una nuova e più serena visione costruttiva che in gran parte aveva perso l’originaria natura guerresca e che prevedeva, appunto, ‘stanze comode per abitare’, giardini e terre da coltivare e dunque con caratteristiche più affini a quelle d’una villa fortificata in cui la vita scorreva serena e il nobile proprietario poteva mettere a reddito il territorio circostante con coltivazioni di vario genere.
Il castello di Terrarossa era andato a sostituire un’antica fortificazione medievale sorta a controllo della confluenza della Civiglia nella Magra proprio su un rilievo che prospetta sui due corsi d’acqua e i cui resti saranno inglobati in un edificio di civile abitazione, poi detto castelletto.
Nel 1581, anno in cui fu istituito il feudo indipendente di Terrarossa, assegnato al marchese Fabrizio Malaspina che dette, appunto, vita all’edificazione dell’attuale castello. Qualche tempo più tardi il feudo fu ceduto al Granduca di Toscana per poi tornare di proprietà della famiglia nella persona del marchese Bernabò Malaspina di Filattiera.
Nel documento di cui sopra leggiamo ‘Attaccato alla terra di Terrarossa‘ ed, infatti, il poderoso maniero, a pianta quadrilatera, sorge proprio fra le case dell’omonimo paese che prima d’assumere l’attuale toponimo si chiamò Borgonuovo, cioè un nuovo centro abitato, sorto ai piedi di quel rilievo, sulla vetta del quale nell’Alto Medioevo si stagliava la fortificazione poi distrutta e inglobata in quell’edificio di civile abitazione cui abbiamo fatto riferimento.

 

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