Il grande Liberty di Seravezza

I criteri estetici del Liberty, quel suo ‘abbandonarsi’ a un eclettismo creativo che negli spazi libera una fantasia che non pare interessata a riferirsi a modelli precedenti e che nelle rifiniture prende certo qualcosa dal piacere della decorazione naturalistica tanto cara al Rococò, trova a Seravezza uno fra i suoi esiti più apprezzati, villa Henreux, un edificio di esemplare bellezza, un concentrato di tutti quegli elementi estetici che identificarono questo stile di libera invenzione, nato dal bisogno aprire il Novecento con un nuovo linguaggio formale senza più retaggi e condizionanti riferimenti. Un’architettura, dunque, tutta da ripensare e da ricreare (del resto il termine Liberty, assai usato nel nostro Paese equivale al termine, storicamente più calzante, che nasce alla fine dell’Ottocento fra Belgio e Francia, conosciuto come Art Nouveau).

Una visita agli interni permette di apprezzare, appunto, uno fra i massimi esempi dell’architettura Liberty. Le scale monumentali in monoliti di marmo bianco, il fantasioso disegno del marcapiano, le balaustre esterne, i balconi, i pavimenti, i camini monumentali, le decorazioni, tutti realizzati in marmo massello o marmi colorati e rifiniti con dettagli di un ormai dimenticato artigianato. Ma villa Henraux  ci consegna anche una storia appassionata e travagliata cui vale la pena ricordare.

Edificata a partire dal 1897 per volontà del ricco imprenditore Bernard Henraux, il cui nonno era giunto da queste parti al seguito di Napoleone Bonaparte, per dirigere le cave di marmo. Il pregevole edificio nel 1922 passa di proprietà al giovane avvocato Nello Pilli che ne fa il luogo idealizzato del suo amore per la principessa Gabriella Kourtsch De Sotva, già sposata con un principe russo molto vicino allo Zar Nicola II ma caduto in disgrazia dopo la Rivoluzione del ’17. Storia intensa, scandalosa e languida (la signora aveva, appunto, abbandonato il marito rifugiandosi fra le braccia del giovane avvocato Pilli che aveva conosciuto a Forte dei Marmi). Ma dopo qualche anno il giovane avvocato purtroppo muore e l’inconsolabile compagna, con la figlia nata dal loro amore, vende la villa e si ritira a Viareggio dove vive, nel suo beato e nobile isolamento, fino alla veneranda età di 108 anni. Villa Henraux-Pilli passò così a un istituto religioso, ancora oggi proprietario dell’immobile che gestisce parti degli interni con i criteri di un raffinatissimo B&B.

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