Pontremoli, il castello e il mistero delle sue statue

Arrivando a Pontremoli, il centro più a settentrione dell’antica terra di Lunigiana, il suo orgoglioso castello, detto del Piagnaro (le sue coperture a tetto, di lastre d’arenaria, erano anticamente dette, appunto, piagne), si staglia su un rilievo che pare ancorare a se la parte più antica dell’abitato. è una possente struttura composta da più corpi di fabbrica che ha attraversato da protagonista le alterne fortune del paese. Risalente all’XI secolo, il tempo in cui si andava affermando il potere della famiglia d’origine longobarda degli Adalberti, fu eretto con le caratteristiche di un possente luogo di controllo militare. Del resto la zona di Pontremoli era la più delicata dell’intero territorio lunense, se si pensa che proprio da lì passava la via Francigena e altre vie di comunicazione col settentrione. Zona di confine, dunque, che necessitava di un grande sistema difensivo.

L’intricata storia dei secoli seguenti, vedrà più volte distrutto e ricostruito il complesso fortificato che, nel tempo, muterà aspetto ma non finalità, visto che fino all’Unità d’Italia manterrà sempre la sua identità di fortezza militare. Da quel momento in poi il Piagnaro andrà incontro a un progressivo abbandono fino a un suo completo restauro e utilizzo per fini culturali messo in atto da parte delle istituzioni comunali a partire dalla metà degli anni ’70 del secolo scorso.

Una visita al castello è di forte suggestione. Si entra in un’autentica fortificazione militare con piazza d’armi, il grande cassero, gli edifici per i soldati, l’ampia terrazza con i camminamenti murari che prospettano sul severo e suggestivo paesaggio circostante.

Nella parte sottostante, invece, è visitabile un museo archeologico unico in Italia e nel Mondo e che, dalla sua costituzione (1975) ad oggi, è stato ampliato e arricchito di nuovi reperti, adottando criteri di comunicazione e lettura storica di assoluta avanguardia. Parliamo del “Museo delle Statue Stele”, che espone un gran numero di sculture funerarie rintracciate nella Media Val di Magra e riferibili a una civiltà locale su cui la scienza archeologica si sta ancora interrogando. Civiltà, presumibilmente, sviluppatasi attorno al 5000 o addirittura al 7000 avanti Cristo che si sta cercando, pur fra innegabili difficoltà, di identificare e storicizzare.

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